Sila greca – L’alta valle del Colognati

/
111 letture
1 minuto di lettura

Un paradiso di biodiversità, un patrimonio da tutelare e raccontare

Il fiume anticamente chiamato Hylias, lungo il quale si erano stanziate antiche popolazioni autoctone, definisce intorno a sé, tra le montagne della Sila greca, un parco naturale di valore ambientale inestimabile.

Il non facile accesso ha contribuito a salvaguardare il suo naturale equilibrio e ne mantiene la magia e la bellezza, sebbene, certo, oggi alcuni interventi sono necessari e urgenti, come quelli per contenere l’erosione, il ripristino di alcune mulattiere, e la manutenzione continua della chiesetta di Sant’Onofrio e del pianoro antistante.

Ci troviamo ad una altezza media di 650 m.s.l.m., in un’area racchiusa tra Rossano, Longobucco e Paludi.

Vari i percorsi naturalistici possibili lungo il Colognati, attraverso le sue vasche naturali, le cascate più famose, conosciute come “Pietre Pizzute”  o quella dell’affluente Cerasia, o ancora quella ancora più suggestive della “Licertarara”, proprio vicino alla grotta di Sant’Onofrio.

Certo, si tratta di percorsi attualmente consigliati a persone esperte, in quanto non facilmente accessibili, sebbene si stia lavorando ad individuare accessi più facilitati. 

Le piste sono per la maggior parte erose ed il passaggio dei pastori sempre più raro ne mantiene il minimo necessario, ma la suggestione della valle con lo sfondo delle montagne della Sila Greca, il rumore del fiume di sottofondo, il passaggio di qualche nibbio o altri uccelli, i colori, la fauna selvatica, il silenzio della valle, creano un’enorme suggestione, un’atmosfera magica dal fascino straordinario.

Passeggiare lungo i suoi percorsi, poi, rappresenta un vero e proprio laboratorio di botanica, una scoperta continua per ricca e varia vegetazione presente. L’erica , il lentisco, il leccio, il corbezzolo, le varie ginestre, la roverella , il perastro, l’orniello, il carpino nero, l’acero, il pioppo tremolo, il pino laricio, il bagolaro, il castagno, o ancora le piante officinali spontanee, come origano, salvia, cicoria, camomilla, timo, borragine, mentuccia selvatica, aglio e cipollotto selvatico sono solo alcune delle innumerevoli varietà di piante che si incontrano lungo il cammino. Insomma uno scrigno di biodiversità da conoscere, tutelare, proteggere e raccontare. 

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Storia Precedente

Mare e spiagge di Corigliano-Rossano: qualche suggerimento “d’uso”.

Prossima Storia

SANT’ONOFRIO – “COLUI CHE È SEMPRE FELICE”.