Il cuore spirituale e identitario dell’Arbëria calabrese
La strada sale dolcemente tra colline e borghi fino a raggiungere Lungro, piccolo centro incastonato nel Parco del Pollino e riconosciuto come capitale spirituale dell’universo arbëreshë. Arrivarci significa entrare in un mondo sospeso, dove storia, fede e identità si intrecciano in modo unico.
La prima tappa è la Cattedrale di San Nicola di Mira, raggiungibile attraverso una breve scalinata che si apre sull’orizzonte. Già dall’esterno si percepisce un’atmosfera particolare, che all’interno si trasforma in un vero e proprio viaggio tra luce e colore. Nella navata centrale lo sguardo viene catturato da mosaici e icone bizantine che ricoprono ogni spazio: pareti, absidi e volte raccontano, attraverso le immagini, la teologia e la spiritualità orientale. Qui l’arte sacra diventa racconto vivo, capace di trasmettere stupore, silenzio e senso del mistero.
Ma Lungro non è solo spiritualità. È anche storia di lavoro e di diritti, legata all’antica Salina, già conosciuta e sfruttata ai tempi dei Sibariti, che ha segnato per secoli la vita economica e sociale del paese. Un passato fatto di sacrificio, impegno e conquiste civili, che ha contribuito a forgiare l’identità della comunità.
Il viaggio continua nella memoria del Risorgimento e trova una tappa imperdibile nella Casa Museo Stratigò, un’abitazione storica abitata dalla stessa famiglia ininterrottamente dal Seicento. Ad accogliere i visitatori è Anna Stratigò, custode appassionata di storie, tradizioni e musica. Con energia contagiosa e grande generosità, Anna apre le porte della sua casa e del suo mondo, accompagnando gli ospiti tra racconti di famiglia, gesti quotidiani e l’inaspettata degustazione del mate argentino.
Cuore pulsante dell’esperienza è l’Officina della Musica, dove i canti arbëreshë – raccolti, studiati e rielaborati – prendono vita in piccoli concerti narrati. Le melodie della diaspora, cariche di nostalgia e bellezza, coinvolgono tutti: si canta, si battono le mani, si ride e ci si commuove. E alla fine, tra applausi e saluti, nasce un senso autentico di amicizia
Lungro è molto più di una destinazione: è un luogo da vivere, un’esperienza che unisce arte, spiritualità, memoria e identità. Un tassello prezioso della Calabria più autentica, capace di lasciare un segno profondo in chi la visita.















